Trasferta impegnativa ma soddisfacente finalmente con un buon risultato portato a casa. E si perché tra forature (idroscalo) e squalifiche (Lecco) le cose non stavano andando benissimo. A proposito di squalifiche visto la storpiatura del mio cognome propongo squalifica della fitri per taglio “s”...sarebbe da fare!
Dicevo trasferta impegnativa per una serie di ragioni. Tutto comincia un mese fa quando decisi di partecipare seriamente alla gara valevole per il camp. italiano di aquathlon. Pronti via inizia giro di chiamate per cercare una bettola per mollare il cadavere almeno due notti. Dopo aver consultato vari bed and breakfast mi trovo questo B&B Abbagiara ad un costo modico, il più modico fra tutti quelli contattati. Guardo dove fosse situato e mi accorgo che tutto sommato si poteva fare. Peccato però che la cartina sul sito fosse ad una scala di 1:100000000000 e che quel centimetro fra il B&B e il ritrovo per la gara erano in realtà milioni di metri! Di tutto questo naturalmente me ne accorgo una volta arrivato sul posto e non prima. Ma prima di arrivare qui il lungo percorso tra lovere orio alghero.
Giovedì sera ore 20:00 grigliata di fine stagione con i colleghi bagnini alle piscine. Fesso io ad organizzarla proprio la sera prima della partenza con l’aereo! Si parte con il classico riso freddo poi iniziano ad arrivare i beni preziosi dalla griglia e via di strinonzi, costine e spiedini. Da fogna quale sono non dico di no a niente ma proprio niente tanto da trangugiare l’impossibile..(tra l’altro l’ultimo spiedino penso di averlo digerito nella frazione di corsa!) Idem con il bere! Birrette, chupiti, spumante e altre cose che non riuscivo a riconoscere. Sta di fatto che, con la spensieratezza da ventiduenne, mi ritrovo alle ore 24:00 a nuotare e tuffarmi nudo nelle piscina all’aperto che, per chi non conoscesse le piscine di Lovere, si trova a 0 metri dalla strada che porta al porto turistico, ossia una delle più trafficate. Per ripigliarmi poi mi butto a capofitto su una bottiglia di acqua trovata per caso tra mille alcolici, sulla tavola bandita di ogni bendidio.
Venerdì mattina ore 3. Rimaniamo in pochi in piscina.... si discute un po'' di tutto donne, alcol sesso e rock n’roll e mentre finisco i vari rimasugli di tiramisù e crostate mi accorgo che per me è giunta l’ora di andare! A casa mi aspetta una borsa da finire di preparare e l’Anastasia (mia mamma) che con due mega occhiaie si presta gentilmente ad accompagnarmi ad Orio per ciappare l’aeroplanino! Arrivo all’aeroporto alle ore 4:45 chek in e l’attesa per l’imbarco.
Per non soccombere al sonno mi prendo una rivista da leggere mentre, seduto sugli sgabelli rigidi e freddi della sala attesa, aspetto che aprano le porte.
Ore 6 mi siedo sull’aereo. Pochi minuti e inizia il briefing della sicurezza. Al primo “alla vostra destra...” i miei occhi si chiudono per riaprirsi solo una volta toccato il suolo con la baracca! Un volo passato in un attimo! Scendo recupero il bagaglio e aspetto una mezz’oretta che il centro informasciù apra i battenti. Consulto un po'' i vari bus pullman corriere (da non dire in Sardegna perché la classica corriera laggiù non sanno cos’è! Tipico termine camuno forse..) e mi accorgo che, ammenochè voglia fare mille scali, per la prima corsa che mi porti a PortoTorres devo aspettare due ore. E via ad aspettare, mentre il mio corpo mi chiedeva un giaciglio dove buttarsi a dormire. Leggo tutta la rivista che avevo comprato precedentemente occupo per una mezz’ora il cesso dell’aeroporto, giusto per fargli capire chi sono e finalmente giunge l’ora del pullman per PortoTorres.
Ore 11 arrivo al porto della cittadina. Mi carico zainetto e borsone e inizio a navigare a piedi in cerca del mio bed e breakfast. Chiedo un po'' in giro perché la via naturalmente, bigolo come sono, me la ero scordata. Nessuno conosceva sto posto! Tra me e me pensavo mi avessero bellamente inc.....ato poi riesco a ricordarmi la via (grazie anche ad una chiamatina a casa) e al primo nonno presente gli chiedo dove sia. “scusi per via Piemonte?”; “-Aiò ma a piedi vai?si trova nella zona satellite a 4 Km da qui!” dopo venti minuti che camminavo sotto il sole della Sardegna carico come un mulo e senza aver ancora dormito questa frase era come un crampo nella frazione di corsa! Mi cambio la maglietta ormai più che umida dal sudore e inizio a camminare. Ricordo questa scena: caldo atroce, sto stradone dritto sul lungo mare con l’asfalto che all’orizzonte fumava come nei migliori film in cui il classico disperso deve attraversare il deserto per sopravvivere. Poi finalmente dopo un’ora trovo via piemonte situata nella Quartoggiaro di PortoTorres. Odissea conclusa e via a dormire fino alle 19. Poi mi sveglio mi lavo e via di nuovo in centro per il briefing. Approfitto degli stuzzichini presenti e ceno con formaggi salamini e pasta fredda. Niente Porceddu però azz!
Sabato ore 9:00 sveglia e via subito al mare giusto per cuocere un po'' prima della gare delle ore 18:00. Temperatura del mare intorno ai 26 gradi come fai a non buttarti!
Ora x: dopo aver goduto della presenza di notevoli sarde (donne non pesci!), posiziono cuffia ed occhialini in zona cambio e mi dirigo alla partenza! Pronti via e ritmo subito osannato. Primo km a 3:20 io, mentre i primi 7 appena davanti a me sotto i tre minuti.. da sparasi! Poi si entra in acqua per nuotare per mille metri ma chiamarlo nuoto e troppo una bestemmia. Le braccia faticano a sollevarsi, le gambe non vi dico, il fiatone portatosi dietro dalla corsa rischia di farmi inghiottire ettolitri di acqua marina, ma con fatica alla fine riesco a rotolare fuori dall’acqua tipo foca arenata e via per i 2500 finali corsi tutto sommato ancora brillantemente. Taglio il traguardo e lo speaker mi annuncia come primo age group S1! CAMPIONE ITALIANO.. grande! Non che la concorrenza fosse agguerritissima ma è comunque un bel risultato. Aspetto le premiazioni svolte al tramonto.. e anche qui non ci sono parole per descrivere il paesaggio... e poi sempre a piedi mi dirigo verso “casa”.
Domenica ore 4:30 am sveglia e colazione per poi incamminarmi verso il centro e prendere il pullman che mi avrebbe dovuto portare all’aeroporto. Già, mi “avrebbe dovuto” perché una volta salito scopro che non andava all’aeroporto ma bensì ad Alghero centro. Chiesi all’autista se almeno passasse vicino e lui mi rispose che passava a più o meno tre Km. Erano le 6:45 e il chek in chiudeva alle 7:15. Faccio quattro calcoli e mi accorgo che se avessi tenuto un ritmo da fondo lento sarei dovuto riuscire ad arrivare in tempo! Scendo dal pullman mi carico il borsone in spalle e parto. Parto con un ritmo abbastanza blando con l’obbiettivo di fare un progressivo poi, passa per caso un turista diretto anche lui all’aeroporto, caccio fuori il pollice e grazie a dio mi da uno strappo per giungere a destinazione in tempo.. E poi via aereo, Orio, Lovere e Sarnico per tifare i freezoners al via del massacrante garù.
Stanco ma soddisfatto di quel finto oro che dedico in primis al presidentissimo German con l’augurio di rimettersi in piena forma il più velocemente possibile e in “secondis” a tutta freezone!
Faust &Furious
|
|



Twitter
Myspace
Del.icio.us
Yahoo
Technorati
Googlize this
Facebook
Wikio





