Il racconto del nostro Michele Pezzola della Bormio-Stelvio in una domenica da lupi, anzi no: da squali!
dedicato a chi trascorre la domenica nei centri commeciali
dedicato agli amici calciatori che guadagnano miliardi di lire all'anno,
dedicato ai miei amici triahleti medio mona che, pieni di pila e fancazzisti, scorazzano liberamente tutti i pomeriggi della settimana per 3 ore con le loro superserie da 5000 euro, sponsorizzati dalla fronte ai calzini
dedicato a chi dello sport fa una ragione di vita... ma lo sport puro, senza mezzucci e scorciatoie
racconto tutto!
sveglia a Bormio alle 6.00, diluvia, poi smette, intorno alle 8.00; mi convincono a consegnare il pacco gara ai furgoni, che lo avrebbero portato su al Passo: mi dico: prova a partire, se mai faccio 5 km e torno indietro...; ore 8.45: partenza sotto il diluvio!! mi metto un sacchetto di plastica sulla testa, la pettorina della Nulli....(ma non era per Sponsor, è perchè scolma via l'h2o che è un piacere...), e poi via!! i primi due km praticamente a Bormio su strade in salita che sembrano torrenti.
fatico a carburare, anche se parto un attimo forte... ero nei 20!, perdo qulache posizione, e piove, un temporale dietro l''altro... vado avanti, si sale incuneandosi in una vallaccia rocciosa strapiombante, tra gallerie buie, tra cascate da alluvione che mettono i brividi, su tornanti e quote sempre più ostici... arrivo al 10 km, al ristoro... mi dico: ma se te ne vai proprio adesso, devi comunque farti ancora 10 km in discesa sotto il diluvio, vado avanti... il diesel da alte quote che è in me inizia a scaldare i motori.
Poi inizia un muro di 3 km di mega tornanti, un salto di 350 mt di dislivello; mi passa il solito atletone valtellinese e mi dice che corro ancora bene, nonostante il mio peso! Che il peggio è passato e sopra quel muro c'è un lungo piano per riposare: detto e fatto.. provvidenziale!
il piano era proprio in vetta al dosso, alla Bocca di Braulio a quota 2300 mt, di circa 1 km; ma affrontato con sferzate di vento gelido misto a grandine, proprio sulla schiena... sembrava di volare, sì, ma all'inferno; stringo decisamente i denti quando riappare lo Stelvio cattivo, che porta all'ultima cantoniera a quota 2450mt: tengo ancora bene quelli davanti ma il clima è davvero tremnedo, da odissea, da naufragio... nebbia gelida, folate di grandine e neve, continui temporali; passano i primi in bici che sembrano fulmini, arrivo, allo stremo, agli ultimi 3 km di agonia... fa freddissimo, raschio il fondo del barile, vado su al rallentatore, ma non mollo, arrivo all''ultimo tornante, mi sistemo per la foto... sarò venuto fuori un cadavere..., e via per gli ultimi 350mt infiniti; vedo il traguardo, lo taglio, in un clima surreale, con la testa piena di giramenti, senza quasi essere contento....arriverò 55° su circa 450 al via.
Vado al tendone con i denti che battono: tre felpe, giacca a vento, berretto, guanti, due tute e i denti battono ancora... mangio l''inverosimile al ristoro... e ho visto pure molti ciclisti impazziti scendere in bici in quella bufera.
ritorno per fortuna con pulmino a Bormio e mi rendo conto di quale pazzia è stata, ma dopo 5 ore di code in auto per i nubifragi tellinici e camuni, penso che è un miracolo avere portato a casa la pelle... la gara più incredibile che abbia mai fatto!!
DEDICATO A TUTTA LA FREZONE, ciao, a tutti
Michele Pezzola
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