Per chi non c’era mai stato come il sottoscritto la curiosità di vedere il mitico campo gara della CinqueMulini, 78 edizioni di un Cross che è ormai entrato nella storia delle gare di livello assoluto, era davvero alta; per altri che ci sono stati nel recente passato la voglia di rimettersi alla prova insieme a tanti altri amatori, che sebbene relegati per motivi televisivi ad orari in cui di solito la domenica si è con le gambe sotto il tavolo, si sono riversati numerosi al via, era grande.
Per alcuni di noi che quando erano giovani e atleti veri avevano gareggiato tra gli juniores si è vista comparire sul volto addirittura qualche lacrimuccia… ed infatti il mitico Gian Terminator Squassina (così soprannominato non solo per lo sprint finale nelle gare in pista) si commuove alla vista dei Mulini e ripensa agli anni gloriosi in cui gareggiava da giovane promessa e contrariamente ad oggi faceva sesso con una certa regolarità…
Per cui eccoci tutti arrivare sul campo gara appena il sole è sorto; giornata stupenda, cielo terso che lascia intravedere tutto l’arco alpino e ai piedi del Monta Rosa che domina su di noi in quattro e quattr’otto il gazebo è montato.
Il presidentissimo oggi è auto munito e all’interno della sua fiammante Passat Station c’è ogni ben di Dio; nel giro di due giorni ha trasformato la elegante autovettura del fratello Massimo, il quale la aspirava tre volte al giorno e passava col luminol a scovare tracce di residui per tutto il sabato pomeriggio, in un carrozzone da ambulante in cui ogni tipo di cibo e bevanda ha trovato rifugio… due gocce d’acqua i due fratelli Raddi..
Il clima sotto il gazebo Freezone è di festa paesana, le altre squadre che non ci conoscono ancora bene ci guardano un po’ stralunate mentre iniziamo a fare le prove tecniche di grigliata… alla prima fiammata che incendia la tenda di un malcapitato nostro vicino decidiamo di soprassedere con le prove almeno fino a che la Rai non smette le riprese… la prova televisiva potrebbe inchiodarci alle nostre responsabilità..
Tra noi il nostro mitico Rino Lavelli, ospite della manifestazione che vinse nel 1956 allora alla 24esima edizione; per noi vederlo vestire i nostri colori arancio mentre lo intervistano è grande motivo di orgoglio
Ma veniamo alla cronaca… partono prima gli amatori over 50, e poi subito le nostre donne Irma e Paola; grandissima come già dimostrato alla prima di Bedizzole, Irma chiude morbidissima in decima posizione e Paola seconda di categoria
Poi tocca alle nostra Top Freegirls Angy e Monica, ormai dette le gemelle terribili del cross… viaggiano ormai una dietro l’altra e randellano regolarmente tutti noi maschietti… sic.. sic.. il livello delle Assolute è iper galattico (al pari di certi telai da compe che alcuni occhi tecnici segnalano tra le partecipanti… io non ne so nulla…); le nostre donne ce la mettono tutta e chiudono al 31 esimo posto Angy e al 32 Monica con tanta grinta e classe da vendere
Subito dopo gli Assoluti uomini, anche qui inutile dire di livello internazionale, viaggiano come delle schegge e sembra non facciano fatica, un altro mondo, bellissimo da vedere dal di fuori.
Il nostro mitico Massy in continua e progressiva crescita di forma chiude con un ottimo 36esimo posto; tempo di cambiarsi e punta come una faina il tendone ove si iniziano a stappare bottiglie e arrostire salsicce...
Poi finalmente tocca a noi amatori, al truppone di Freezone che vive per la Fidal… oltre 270 al via per cui allo sparo si deve sgomitare un attimo e soprattutto stare attenti a non calpestare atleti sulle prime salite…
Dopo il primo giro tra le montagnette ecco il primo passaggio nei due mulini; sensazione particolare, tappeto per terra, scalette da affrontare in fila indiana e via di nuovo verso la partenza… stupendo davvero lo spettacolo che forse al momento non si coglie in toto per via del battito cardiaco oltre i 200 e per rischio che qualcuno ti passi sopra la schiena con le sue chiodate…
Come sempre mentre corro cerco valide motivazioni per dare un senso al fatto che sto per morire, e che non mi sembra che farlo in una mattinata gelida di gennaio assieme ad una truppa di fuori di testa che corrono come forsennati in maniche corte scatarrando a destra e sinistra sia uno dei modi più furbi, o se non altro più soddisfacenti… magari mi dico su un materasso ad acqua circondato da 126 massaggiatrici thai potrebbe avere un pelo più senso no…
Ma inutile dire che siamo nati per soffrire per cui avanti Freezoniani… tutti belli morbidi fino all’arrivo…
Davanti a tutti come sempre il Kaiser Olivieri, terzo fino all’ultimo giro, quando col cervello un po’ annebbiato scambia l’ultimo mulino per un autogrill e si ferma urlando “un fattoria……” per poi chiudere settimo all’arrivo, ma senza nemmeno aver sudato… l’ingaggio milionario che gli ha elargito il Presidente lo ha reso un po’ Bobo Vieri un po’ Ronaldinho, insomma agile come un gatto di marmo, ma il prode dominatore delle campestri promette un pronto riscatto in quel di Gussago…
Dietro a lui il nostro Masai preferito, Alby Parigi, oggi messo a dura prova dal brillantissimo (prima dei crampi) Luca Paso… poi Paolino “coscia piccola”, Krom il Venerabile alias da oggi “lo sprinter senza pietà”, Superleg, Pat Squassina, Paolo Stefini, Angelo Arcari (rinominati Cric & Croc), Paolino Bergomi, Gian Terminator Squassina, Rocky Bodei, Luca Bonetti e i mitici Ugo & Ricky che lumano gnare per tutta la gara e finiscono mano nella mano…
Fatica a mille soddisfazione addirittura oltre, soprattutto perché non appena abbiamo finito il banchetto preparato sotto il tendone di Freezone è pronto…
Birra a fiumi, salame nostrano, griglia accesa che sforna salamine e wurstel a go-go
Adesso ci siamo, il tutto inizia ad avere senso… così mi piace..
La fidal è importante ma divertirsi in compagnia è doveroso!!!
Prossimo appuntamento: 14 FEBBRAIO PER IL CROSS DI GUSSAGO, trasferta vicina e indolore… amici triathleti che dite vi fate vivi anche voi?
Provate la Fidal, potrebbe piacervi!!!!
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