Ebbene si, cari miei Arancioni, ce l'abbiamo fatta: Freezone corre a Losine il cross e nel dopocross la visita alla premiata cantina Rocche dei Vignali si riesce a fare - anche se con enorme ritardo - , grazie alla grande disponibilità del Dott. Gianluigi Bontempi, che ci ha aspettato dalle 12.15 fissate, fino alle 13.20.....ora del nostro effettivo arrivo.
Chiedo ancora scusa al caro Gigi, mea culpa, mea maxima culpa, i miei calcoli erano stati fatti senza pensare alle premiazioni, la prossima volta non succederà più!
Ma bando ai piagnistei, ecco il resoconto.
Gigi ci accoglie da par suo, con squisita gentilezza e tranquillamente ci racconta un po' come nasce una cantina così “montanara” che per i più di noi è sconosciuta e tanto meno posta in un luogo più da capre che da vino; addirittura Monica è stata presa in giro perchè a Brescia c'era qualcuno dei suoi amici che dubitava persino dell'esistenza di una realtà così in “alto”....mah, malfidati mi viene da dire, sentite un po' cosa ci dice invece il “patron”.
Fin dall'epoca degli antichi romani la vite era sicuramente presente in Valcamonica e si pensa che persino all'epoca degli Etruschi, in questi luoghi, si coltivava l'uva, inoltre, passando velocemente ai nostri giorni, fino a 50 anni fa la Valcamonica aveva più vigneti di quelli che oggi sono in coltura in Franciacorta, ma dall'uva che maturava si ricavava vino esclusivamente per il consumo locale, se non quasi familiare; tra l'altro i filari di vite erano composti da uve di varietà miste, un po' bianche e un po' rosse, proprio a testimoniare che non si voleva fare un tipo particolare di vino, quello che si otteneva dalla vinificazione di tutto questo miscuglio andava bene senza alcuna pretesa.
Così non poteva durare, infatti, man mano che la gente nel dopoguerra trovava lavoro al di fuori della Valcamonica, veniva abbandonata questa agricoltura eroica: il vino per il puro sostentamento non serviva più.
La cooperativa Rocche dei Vignali nasce nel 2003 da un gruppo di agricoltori (sono 20 soci) ed attualmente coltiva una superficie di 8 ettari che si trovano interamente nel territorio compreso nella zona della IGT (acronimo di “indicazione geografica tipica”) VALCAMONICA. L'obiettivo primario di questa realtà enoica è produrre vini di qualità. Per questo ci spiega chiaramente Gigi, è stata fatta una ricerca per poter collocare uve a bacca bianca e a bacca nera dove i terreni e le esposizioni erano i più vocati per questi diversi tipi di vite. Nascono così i loro vini che – alla fine del giro in cantina – possiamo anche degustare.
Iniziamo con il Baldamì che in dialetto significa Marzemino, uva che col Merlot compone in maggior parte questo vino rosso di pronta beva, vinificato e passato esclusivamente in acciaio, equilibrato, che ben si accompagna ai salumi ed ai formaggi che troviamo in bella mostra e sui quali ci avventiamo data l'ora, ripeto ottimo abbinamento e buona la prima.
Passiamo al bianco Coppelle, che assaggiamo furtivamente dal tino di inox, bottiglie non ce ne sono più e la nuova produzione uscirà in primavera.
Anche se sotto chiarifica, il profumo è inebriante ed il gusto è pieno con spiccate note di frutta esotica, si tratta di vino ottenuto da uve Incrocio Manzoni, dal nobile Riesling Renano e in minima parte da Chardonnay: voto 8 e mezzo, sicuramente da abbinare a svariati piatti dato lo spessore notevole del Coppelle.
Assolo è il nome che ha dato la cantina al vino rosso prodotto dalla vinificazione e poi dall'affinamento in legno delle loro migliori uve Merlot; dal profumo intenso con spiccate e gradevoli note vanigliate, in bocca si presenta decisamente strutturato e con una buonissima persistenza....l'unico neo è che la cantina ha solo 6 bottiglie e pochissimi magnum.
Dulcis in fundo parliamo del fiore all'occhiello della cantina e cioè del premiato vino rosso CAMUNNORUM; è' soprattutto per questo prodotto che avevo proposto questa visita, volevo condividere con voi cari freezoners questo devastante ed inequivocabile nettare degli dei, vincitore della medaglia d'oro nella categoria “vini di montagna” in un'importante rassegna enologica.
Il vino bresciano ha battuto tutti, valtellina, alto adige, friuli, zone blasonatissime e storicamente note per i loro prodotti hanno dovuto cedere il passo, come fare dunque a non assaggiarlo????
Peccato!!!!...il Camunnorum 2006 è finito, imbottigliato solo da pochissimi mesi ha avuto un successone e “puff”.....volatilizzato, the end, terminado, stop, finish...insomma con occhi da vitellone al macello mi rivolgo a Gigi che comprensivo risolve la spinosa questione.
Ci porta alle botti e ci spilla il vino che imbottiglieranno tra qualche mese: grande Gigi, grazie.
Anche se a temperatura bassa e perciò inadeguata - ricordo che i profumi si sprigionano maggiormente ad una temperatura intorno ai 16/18° e che il freddo accentua la sensazione delle parti dure del vino, tannini, sali minerali ecc ecc, attenuando inoltre le morbidezze, grado zuccherino, coponenti alcolico/gliceriche ecc. ecc. - il “vino dei Camuni” ci colpisce con forza, sia al naso, intensissimo, che in bocca, grasso, gustoso, persistente e strutturato, pieno di sensazioni che spaziano dalle note di frutti di bosco a splendidi toni speziati conditi con altre sfumature che rendono giustamente onore a che lo ha pensato e poi portato a termine. Si tratta infatti di un vero e proprio progetto che è frutto di tecniche colturali moderne e lavorazioni tipiche dei territori di montagna – le uve vengono appassite prima di procedere alla loro vinificazione -, ottenuto da Merlot, Marzemino e Cabernet dei vigneti meglio esposti della Valcamonica: bravi, il voto non può che essere praticamente la lode: si accettano prenotazioni perchè andrà presto a ruba...
Ma, ma!, ma????, ma cosa????...si è fatto tardi, senza accorgerci abbiamo passato già un'ora e alcuni di noi sono veramente in ritardo sparato.
In fretta e furia ringraziamo - dopo una doverosa foto ricordo in cui spiccano le nostre luminose nuove giacche grigie griffatissime - paghiamo (grazie FREEZONE che sponsorizza) e ci precipitiamo verso la bassa.
Non abbiamo tempo neppure di portarci via qualche bottiglia, ma se volete mi prendo carico di andare ancora a trovare la Rocche dei Vignali (magari con lo Stef che è il maggior consumatore d i tali vini della valle e dintorni ) e ritirare il vino che mi chiederete (ci devo andare anche per lavoro entro un mese, perciò chiedo a che è interessato di farsi sotto in tempo).
Mi resterà un caro ricordo di quest'ora, tanti di noi intorno ad ascoltare con attenzione tutte le notizie riguardo questi signori che ci hanno ospitato con disponibilità e ci hanno rifocillato a suon di buon vino rosso di “montagna”.
Allora Monica esiste o no Losine????...e la cantina???... dillo ai tuoi amici cittadini che non è una mia invenzione, anzi c'è e ora puoi senz'altro dire che davvero fa vini di pregevole fattura.
Un caro saluto e vi aspetto numerosi per la prossima avventura.
Richie
Ps: vi metto i dati della cantina se possono esservi utile
Rocche dei Vignali
Società cooperativa agricola
Località Sant – 25040 Losine (Bs)
tel. 339 3698953
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