Venerdì 6 agosto 2010.
E’ una (finalmente) calda giornata di agosto e il ritrovo è fissato alle ore 14 dal presidentissimo. Borsa c’è, bici c’è, freebus c’è! Tutto pronto… a no mancano Cerea, Lavelli e l’amico Max che come sempre si fanno attendere un attimino come i veri vips. Una volta arrivati loro si parte destinazione Tarzo.
Il viaggio è allietato dai messaggini che arrivano a Fede di una certa tizia molto molto (diciamo così) Hot, anche se lei stessa si definisce in altro modo. Non si parla di triathlon, non si parla di ripetute, non si parla di sport…. No sssignore; si parla di ben altre prestazioni, di Fidal, quella vera quella che ti battere il cuore e non solo…. E in un batter d’occhio siamo a Treviso sotto un nubifragio da paura, sotto la grandine che ci fa temere per le nostre bici poste sul tetto del freebus. Le ribelli però resistono a tutto e temprate dalla grandine sembrano acquisire lucentezza e forza. Arriviamo a Tarzo e li troviamo Mik Sfogliata e Alessia che ci aspettano (alla chiesa, giusto Mik?) per visionare il percorso bike. Tutti sul freebus e via ad auto flagellarsi lungo i 40 km. Qui invece purtroppo non si parla più di patata ma si iniziano i discorsi a noi cari: qui tengo il 53, qui metto il 25, mazza se è dura qui, usti se è molle la…. Io che non faccio altro che dire qui attacco, qui ci provo… Il percorso sembra disegnato apposta per me e la cosa me gusta! In un’oretta pure il percorso bici è visionato e allora via verso il ristorantino suggerito dal Mik per una pizzata all together. A mezzanotte tutti nel letto perché l’indomani la sveglia suonerà sovente alle ore 6 ‘na mazzata!
Sabato 7 agosto
Ci siamo, campionati italiani age group di triathlon olimpico. La sveglia suona alle ore 6 perché la partenza della mia batteria è alle 09:20. Colazione, carichiamo freebus e via verso la zona cambio! Posto bellissimo, si respira solo aria di sport, l’organizzazione è spettacolare davvero come mai avevo visto. Sembra di essere ad una gara vera, quelle dei big. Posiziono la ribelle in zona cambio, pettorale numero 3…. tutto sistemato con precisione chirurgica perché tutto deve essere perfetto. Controllo almeno una decina di volte che nessuno mi abbia spostato niente e mi dirigo verso la zona di spunta.
Ci siamo tutto è pronto per la partenza. Mi posiziono a destra di tutti, l’ultimo in fondo! Scelta vincente perché al suono della tromba mi tuffo in acqua senza prendere ne calci ne pugni. Una decina di bracciate e sono davanti a tutti a tirare. Dopo poco mi superano in tre o quattro cerco di attaccarmi in scia ma vanno un po’ troppo forte e così mi lascio sfilare e mi attacco ad un altro gruppetto da 4 o 5 che si forma subito dopo. L’acqua del laghetto non è delle più limpide, ma il lago è piatto e senza un’onda. Infami sono le alghe che raggiungono il pelo dell’acqua. Più che alghe sembrano delle piantine rinsecchite che ti spinano braccia e gambe. Tutto fila via liscio. Davanti a me al giro di boa conto 5 cuffie ed io controllo bene e rimango con il mio gruppetto. Uscito dall’acqua ci sono quasi 300 metri da percorrere per arrivare alla zona cambio. Appena fuori dalla zona cambio c’è una rampa da paura per immettersi sulla strada principale. Grazie ad un cambio veloce mi ritrovo insieme ad un ragazzo ed in due percorriamo i primi 5 km. Poi ci accorgiamo che dietro si è formato un gruppo da 7/8 quindi ci rialziamo e aspettiamo. Durante la prima salita il ritmo è davvero alto qualcuno si stacca io tengo duro e sulla discesa seguente ripida e stretta mi lancio alla Savoldelli e provo a portare via qualcuno con me. Purtroppo prendo una cinquantina di metri ma sono solo quindi aspetto e ciccio un po’ la ruota. All’inizio della seconda salita riprendiamo i 4 che erano usciti davanti nel nuoto. Tra loro ci sono anche 2 della mia categoria: un siciliano che l’anno scorso mi era arrivato davanti ed un napoletano. Lo strappo al 12% della seconda salita fa ulteriore selezione, io perdo una decina di metri dal gruppo ma recupero in discesa e in zona cambio riesco ad entrare secondo. Cambio velocissimo e via verso i 10 km finali. Parto tranquillo i primi due km cercando di trovare il giusto ritmo marcando a uomo il mio avversario che prende una 50ina di metri di vantaggio. Al primo giro di boa (2,5 km) decido di aumentare leggermente e al km 5 raggiungo l’S1 davanti a me, facciamo qualche centinaia di metri insieme poi lo stacco.
Le sensazioni quando si è in forma sono difficili da spiegare. Ti sembra di non far fatica e devi obbligare la testa a non esagerare nel ritmo per non pagare tutto alla fine. Al secondo giro di boa (7,5 km) ho già circa 30/40 secondi sul secondo allora decido di rallentare un pelino e di controllare. Arrivo sotto il traguardo e la speaker mi annuncia come primo S1!
La gara perfetta e la classiFICA me lo conferma. Decimo assoluto e ottimi parziali.
La premiazioni si svolgono a bordo lago con tanta gente ad applaudire ed un palco da grande occasione! La consegna della maglia tricolore con i miei compagni sotto ad applaudire è davvero un momento d’oro. Felice mi metto alla guida del freebus per il viaggio di ritorno senza però prima aver stappato una bella bottiglia di prosecco e aver fatto un po’ di casino lungo le strade della Valdobbiadene!
Come sempre però una grande trasferta fra amici e sempre più orgoglioso di vestire la maglia arancio!
Un grazie a tutti per i complimenti che mi avete fatto! Non sarò una Ferrari, ma sono la Cinquecento più forte d’Italia…. aaaauuuuuuuuuuuuuuuuuuu
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