Incombe come un nuvolone, anzi come un fronte grigio di nembi all'orizzonte. È giunto finalmente il momento tanto atteso. La maratona di Firenze ci attende. E con essa il corollario sociale e festoso della trasferta.
Domani in mattinata i nostri prodi partiranno alla volta del capoluogo toscano. Tutto è pronto, tutto è studiato. Ma soprattutto tutto DEVE essere perfetto perché la prova dei 42km e rotti sia per voi un perfetto orologio svizzero. Un perfetto meccanismo che scandisca i vostri passi, le vostre medie chilometriche, che siano precise, anzi precisissime.
La maratona porta al parossismo ed esalta i mesi passati in duri sacrifici, in alzate mattutine, in imprecazioni contro l'allenamento che non termina mai. Ora tutto deve scomparire di fronte ad un respiro costante, non affannoso, zen, calma e sicurezza di avere svolto i compiti e che comunque vada sarà un successo.
Dalla partenza all'arrivo è tutto un subbuglio di sensazioni a volte di controllo totale, a volte si avvertono segnali di cedimento. Certo la maratona è una gara anche di emozioni passate, di esperienze. Dicono che la maratona perfetta sia la terza o la quarta. Non so; di certo, comprendere la fatica, il trascorrere dei chilometri con un cadenza perfetta e distribuire lo sforzo fino alla linea del traguardo richiede un certo sapere che va costruito.
Ma in ogni caso le emozioni convogliano tutte ed esplodono nel momento dell'arrivo. E poi sarà una festa.
Forza ragazzi, Firenze vi attende.
foto (c) www.firenzemarathon.it
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