Ce l’abbiamo fatta, è stata davvero dura, non tanto per la gara ovviamente, ma per tutto ciò che ha a che fare coi i pre e soprattutto con i post quando si ha a che fare con gli arancioni!!
Arancio è proprio il colore di Valencia, e di fatto all’arrivo della mezza ci hanno omaggiato con dei fantastici mandarini che non abbiamo nemmeno fatto il tentativo di assaggiare, a dire il vero, perché udite udite, appena passato il traguardo c’era un fantastico camion tutto rosso della Estrella che spillava delle belle birre per tutti gli arrivati
Eh già, questo è il dato che vi può far capire al di la di mille minuziosi racconti la genialità e la bellezza di questa gara, in cui si parte in 8.000 ma senza rendersene conto data l’ampiezza delle strade e la fantastica organizzazione
Per i tempi e per i dettagli tecnici lascio ai miei prodi amici la sintesi, Gian Terminator, candidato al pulizer per la categoria sport saprà come sempre stupirci, per me l’onore di parlare di questa fantastica trasferta in cui la gara era davvero la scusa per stare insieme per un paio di giorni
La città merita già da sola il viaggio, centro storico da visitare a piedi tra viuzze e barettini donde poter mangiare sempre qualcosa di stuzzicante, la zona del palazzo della scienza davvero da mozzafiato per le linee e per i colori che si mischiano tra il bianco delle strutture, i vetri e l’azzurro degli specchi d’acqua e poi il porto della American’s Cup e il lungo mare con spiaggia immensa e ristornati affacciati su di essa
E che giornata ieri a passeggiare tutti assieme mentre ci dirigevamo al ristorante allegri e contenti come alle gite del liceo, il pranzo a suon di brindisi e canzoni in vero stile hooligans ma senza troppo esagerare, e poi via tutti sulla spiaggia per lo show del nostro impareggiabile Ricky, vero mattatore della trasferta
Il cielo terso e carico di quelle nuvole bianche che sembrano fatte di panna montata mi ha fatto fermare un attimo a pensare a come davvero ci voglia poco per poter godere a pieno di un senso di grande soddisfazione
Tanto tempo per stare tutti insieme, per discutere della stagione, per riempirci la bocca di nuovi e fantasmagorici progetti, per fermarsi a parlare con chi si conosce meno e tuttavia coi quali si condividono le stesse passioni
La domanda che più spesso risuonava tra la tavolata e lungo la camminata, o dopo aver praticamente messo a ferro e fuoco una improvvisata pista di kart, era per tutti la stessa… “ma in Freezone c’è ne è uno normale…”
La risposta viene automatica guardando i nuovi amici che si sono aggregati a questa trasferta vestendo giustamente le canotte delle rispettive squadre in gara ma essendo ormai già parte integrante della comitiva, NO, DI NORMALI NEMMENO L’OMBRA!!!
La settimana scorsa in un pomeriggio di scambi epistolari molto fitto tra me e il mio caro amico dissidente Kaiser ad un certo punto è saltata fuori la frase “ma chi me/te lo fa fare…” di dedicare ogni tanto un po’ di tempo a Freezone e a tutta la gabbia di matti…
Credo sia una domanda lecita e comune a chi si dedica senza fine di lucro ad una società sportiva
Da par mio, che oltre a tutto sono uno dei matti Top, e forse la cura migliore per mascherare la propria follia è circondarsi di tuoi simili, nei giorni come ieri, fatti di mille sorrisi veri tra amici con cui senza malizia ne calcolo si condividono tanti bei momenti di sport e di tavole imbandite, dare un contributo ad un gruppo così fatto è davvero motivo di stimolo e grande soddisfazione
Orgoglioso di essere uno dei matti di Freezone!!
Lo so ragazzi oggi formato poco Superleg e molto Marco… che ci volete fare, un cielo come questo è capace di miracoli!!!

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