http://www.trailrunningbrescia.org/maddalena-urban-trail/
Ero indeciso se presentarmi alla partenza: era ancora notte e dalla finestra di casa mi stavano volando i vasi dei ciclamini ! Forse gli organizzatori avrebbero avuto remore a farci affrontare i boschi della Maddalena. Col cavolo ! Arrivo al traguardo e mi trovo circondato da personaggi di ogni specie (in braghette con pioggia, vento e 8°C ?? Extraumani...), eta' (ho scorto un paio di 70enni belli avviati) e sesso (per alcune ci voleva una gran fantasia…).
I Freezoners c' erano sempre: ho scorto un paio di casacche arancioni e il nostro Claretti che non manca un appuntamento, Fasoli che vuole fare la 42 km… “tanto cosa hai da fare stamattina ?!?” “Beh, se faccio la 42, per venti giorni non avrò più niente da fare !”
Partiamo, ami affiancano tizi che corrono con le racchette da neve, altri con zaini da pic-nic: ma dove c...o stiamo andando ???
Si sale, si arranca ma i primi 7 km li facciamo sotto vento. Avete presente il film “300” ? Ecco, passata la china il vento ci sferza e quasi ci butta a terra (davvero !), la pioggia sembra grandine, sbaviamo come cavalli, la salita sembra interminabile. Ogni tanto guardo in alto, il serpentone di gente che cammina è sempre là: ma quando finisce ‘sta maledetta salita ??
Mi passano, incontriamo un alpino che si fuma una sigaretta e quello davanti gli dice: “ah, brao, te set che a fumà !
Lui gli risponde con calma serafica : “Me so ariàt a 70 anni, vediamo te !”
Mi tocco i marroni ma forse ha ragione: iniziamo la discesa e i ballonzolamenti mi inchiodano l’unico goccetto che ero riuscito a bere (non riuscivo a prender fiato), mi fermo, un gnaro mi si affianca e mi dice: “Oh, non starai mica male, eh?” ”Si c…o sto male !” Dopo ho capito che non si preoccupava tanto che del mio stato di salute ma del fatto che non aveva proprio nessuna voglia di portarmi a spalle fino giù se fossi schiattato !!
Mi passa anche uno scoiattolo di 70 anni: io ero lì con le dita a aquilotto per non scivolare, lui volava sulle rocce ! Non l’ho più visto all’arrivo e onestamente non so se sia stato un miraggio o se non si sia più fermato in qualche tornante...
Prendo il ritmo, digerisco gli integratori e mi diverto come un bambino sull’ultimo tratto: saltello anche io felice, sulle rocce e dentro alle pozze, nel pantano fino alle caviglie.
L’arrivo è in castello e l’ultima salitella mi pesa come la scalata dell’Everest !
Bello, un giro fantastico, tutto in sterrato, con discese divertentissime (le salite un po’ meno…), organizzato splendidamente con tanti volontari nonostante il tempo di c…a.
Da fare, segnatevelo per l’anno prossimo.
Per onor di cronaca: Cinzia mi ha fatto entrare in casa solo dopo essermi tolto tutto e averlo riposto in un sacchetto dell’immondizia. Nudo con la fascia cardio, non proprio un bello spettacolo per Google street view !
Gaetano.
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