Lo incontrai l’ultima volta a Calino a novembre, mi disse che non gareggiava per un problemino al ginocchio che lo perseguitava da mesi, ma che da li a poco pensava di sottoporsi ad un operazione di artroscopia perché voleva riprendere a correre come si deve.
Pensavo scherzasse, ma poi mi disse che nel 2011 sarebbe tornato alla grande, quasi scusandosi per questo 2010 perché la patologia non gli permise di fare un granché di gare….
Cominciai a pensare che diceva sul serio e mi chiedevo come fosse possibile che un uomo di 82 anni avesse ancora così tanta voglia di correre, al punto di farsi operare da un ortopedico. Operazione questa perfettamente inutile se avesse voluto condurre una vita “normale”, ma lui invece no, voleva continuare a fare l’atleta mi disse!
Una ventina di giorni dopo mi chiamò, voleva tranquillizzare il suo Presidente perché l’operazione era riuscita e che aveva già cominciato un ciclo di trattamenti fisioterapici…
Mi venne la pelle d’oca nel sentire quelle parole, voleva rassicurarci sulla sua condizione dicendomi che presto sarebbe tornato ad indossare la canotta arancio.
Quest’uomo è degno della massima Ammirazione, un esempio di tenacia e umiltà che lo ha sempre contraddistinto nel corso della sua vita.
Non so se vi è mai capitato di camminare al suo fianco, a me si: tutti lo salutano, tutti gli fanno un sorriso, tutti si chiedono chi è Freezone che indossa Rino e gli organizzatori ancora oggi gli assegnano il pettorale numero 1, come è successo davanti ai miei occhi quest’anno alla 5 mulini; si, avete capito bene: alla 5 mulini!!
Rino, essere stati scelti da te per noi è un grande Onore, fieri ed orgogliosi di vederti in arancio ti auguriamo tutto il bene possibile, sperando di essere alla tua altezza.
Rino Lavelli è un big dello sport italiano degli anni ’50:
basti pensare che ha vestito la maglia azzurra in otto occasioni, la più importante delle quali fu alle Olimpiadi di Melbourne del ’56, dove prese parte alla maratona. Nello stesso anno conquistò a Roma il suo primo titolo italiano sulla distanza dei 42 chilometri e 195 metri, bissato l’anno successivo sempre nella Capitale, mentre nel 1960 ottenne il tris a Busto Arsizio. Nel 1953, ancora a Roma, si era laureato Campione italiano sui 5000 metri, mentre sulla distanza doppia conquistò il titolo l’anno successivo a Milano. E di nuovo nel capoluogo della Lombardia nel 1955 ottenne due primati nazionali: sull’ora, con la distanza di 18.370 metri, e sui 20 km col tempo di un’ora e cinque minuti.
Nel 1956 Lavelli vinse la Cinque Mulini, una classica del cross internazionale, e nella sua bacheca vanta anche il successo in dieci edizioni della Monza-Resegone, cinque titoli italiani di corsa in montagna, e due primati assoluti nella 24 ore: il primo lo ottenne nel 1970 a Bergamo con 197,899 km, poi riuscì a migliorarsi nel 1976, all’età di 48 anni, quando si riprese il primato italiano sempre sulla pista di Bergamo con un eccezionale risultato di 242,347 km. Fra i suoi più recenti record ricordiamo invece quello di categoria nella 6 ore in pista ottenuto a 76 anni a Alzano Lombardo, dove corse per ben 51,644 km.
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